Aggiornamento, 15 giugno 2026: ha vinto il No
Quando il No ha superato il 50% ho pensato a una cosa sola: per fortuna non un’altra Brexit.
Mi ero trasferito in Inghilterra una settimana dopo il referendum sull’Europa. Ho visto la nazione cambiare in peggio nei tre anni successivi. Molti avevano votato Leave convinti che i soldi versati all’Unione sarebbero finiti nella sanità pubblica, nel NHS. Non è andata così. Il paese ha perso attrattiva per i lavoratori qualificati, i fondi di ricerca europei si sono prosciugati, università come Oxford e Cambridge hanno dovuto alzare le rette per gli studenti non residenti. E gli inglesi hanno scoperto che per muoversi in Europa ora serve il passaporto.
Ecco perché stavolta tiro un sospiro di sollievo. La Svizzera ha scelto di restare aperta.
Mi ha fatto piacere anche un’altra cosa: il No è stato netto in tutta la Svizzera francese. Losanna, la mia città, ha respinto l’iniziativa con il 75,61%. Il Canton Vaud nel suo insieme al 64,49%, Ginevra al 65,42%, Neuchâtel al 67,26%, il Giura al 59,91%. Ho sempre pensato che la Romandia fosse la parte più moderata del paese, e questo voto me lo conferma.
Risultato per cantone 14 giugno 2026
Iniziativa respinta dal 54,79% degli elettori.
- Svizzera totale
- 45,21% Sì 54,79% No
- Partecipazione
- 58,86%
- Doppia maggioranza
- 8 4/2 cantoni Sì 12 2/2 cantoni No
- BS Basilea Città 26,52% 73,48%
- NE Neuchâtel 32,74% 67,26%
- GE Ginevra 34,58% 65,42%
- VD Vaud 35,51% 64,49%
- ZH Zurigo 39,97% 60,03%
- JU Giura 40,09% 59,91%
- BL Basilea Campagna 44,13% 55,87%
- BE Berna 44,60% 55,40%
- FR Friburgo 45,13% 54,87%
- VS Vallese 47,22% 52,78%
- ZG Zugo 47,64% 52,36%
- GR Grigioni 48,51% 51,49%
- LU Lucerna 49,01% 50,99%
- SH Sciaffusa 49,23% 50,77%
- TI Ticino 50,66% 49,34%
- SO Soletta 50,67% 49,33%
- AG Argovia 51,05% 48,95%
- AR Appenzello Esterno 53,21% 46,79%
- SG San Gallo 53,76% 46,24%
- TG Turgovia 55,35% 44,65%
- NW Nidvaldo 58,13% 41,87%
- OW Obvaldo 58,48% 41,52%
- GL Glarona 58,60% 41,40%
- UR Uri 59,90% 40,10%
- SZ Svitto 63,19% 36,81%
- AI Appenzello Interno 65,92% 34,08%
Cosa cambia in pratica
Poco, almeno nell’immediato. E per chi vive qui o vuole trasferirsi, è una buona notizia.
La vittoria del Sì avrebbe rimesso in discussione gli accordi bilaterali con l’Unione europea, con problemi seri per le aziende svizzere che lavorano su entrambi i mercati. Con il No, quel rischio è scongiurato: la Svizzera resta vicina all’Europa.
Nel concreto, l’iniziativa respinta significa che:
- non viene introdotto un tetto costituzionale di 10 milioni di abitanti entro il 2050;
- non scattano misure automatiche per limitare l’immigrazione oltre i 9,5 milioni;
- non arrivano nuove restrizioni federali su asilo e ricongiungimento familiare legate a quella soglia;
- non viene toccata la libera circolazione con l’UE né il pacchetto degli accordi bilaterali.
La Svizzera continua con il sistema attuale, senza un limite rigido alla popolazione. Il tema però non sparisce: immigrazione, affitti, traffico e pressione sui servizi resteranno al centro del dibattito politico.
Una nota a parte: nello stesso voto è passata la modifica della legge sul servizio civile. Lì qualcosa cambia davvero, perché accedere al servizio civile diventerà più difficile. Non riguarda chi si trasferisce, ma vale la pena saperlo.
La lezione della Brexit, qui, sembra essere stata capita.
Resta il fatto che la Svizzera si è mostrata spaccata: diversi cantoni svizzero-tedeschi a favore del Sì, la Romandia compatta sul No. Da immigrato, lo dico senza girarci intorno: se avesse vinto il Sì, avrei iniziato a farmi qualche domanda sul restare qui a lungo termine. Quando non ti senti accolto, a un certo punto è meglio andarsene.
Per fortuna non è andata così. E spero che questo voto sia un segnale anche in vista delle elezioni del 2027.
Domenica 14 giugno 2026 la Svizzera vota su una domanda che riguarda direttamente chiunque viva qui come straniero.
In sintesi: La Svizzera vota se inserire in Costituzione un limite di 10 milioni di abitanti. Voto SÌ = pro limite (UDC). Voto NO = contro il limite (Consiglio federale, PS, PLR, Il Centro). Il NO è dato favorito al 72% su Polymarket e al 52% nei sondaggi ufficiali SSR. Il voto è domenica 14 giugno 2026. Per chi ha permesso B come me: non possiamo votare, ma questa votazione cambia le regole del gioco.
Io sono uno degli 1,4 milioni di stranieri in Svizzera con permesso B. Sono arrivato a Losanna nel 2020 grazie all’Accordo sulla libera circolazione. Voterei NO, lo spiego dopo i fatti. Prima: tutto quello che serve sapere.
Cosa si vota esattamente
Il nome ufficiale è Iniziativa popolare federale «No a una Svizzera da 10 milioni! (Iniziativa per la sostenibilità)», in tedesco Keine 10-Millionen-Schweiz!. È stata promossa dall’UDC (Unione Democratica di Centro) con 114.430 firme valide.
In sintesi: l’iniziativa vuole inserire nella Costituzione federale che la popolazione residente permanente della Svizzera non possa superare i 10 milioni di abitanti entro il 2050. Se la soglia dei 9,5 milioni venisse raggiunta prima del 2050, scatterebbero misure obbligatorie sull’asilo e il ricongiungimento familiare. Se si arrivasse a 10 milioni, la Svizzera dovrebbe denunciare l’Accordo sulla libera circolazione con l’UE.
La popolazione attuale è circa 9,1 milioni. Secondo l’Ufficio federale di statistica, lo scenario di riferimento prevede il raggiungimento dei 10 milioni intorno al 2040.
Secondo oggetto in votazione: il 14 giugno si vota anche la modifica della legge federale sul servizio civile (accesso più restrittivo). Un tema separato, meno divisivo, su cui questo articolo non si sofferma.
Le previsioni di mercato: cosa dice Polymarket
Polymarket è un mercato predittivo dove le persone scommettono denaro reale sul risultato delle votazioni. È spesso più accurato dei sondaggi tradizionali perché chi partecipa ci mette soldi reali.
Il mercato dà al NO circa 72% di probabilità di vittoria. È in linea con i sondaggi ufficiali: il secondo rilevamento SSR/gfs.bern (19-27 maggio) dava NO al 52%, SÌ al 45%. I mercati predittivi pesano più i sondaggi recenti e le tendenze storiche delle iniziative svizzere.
Le conseguenze oggettive del SÌ
Cosa succede subito
Se l’iniziativa passa, il Consiglio federale e il Parlamento hanno l’obbligo costituzionale di legiferare. Le misure immediate:
- Stop ai permessi di soggiorno per le persone con permesso F (ammissione provvisoria, il permesso per chi è in attesa di decisione sull’asilo)
- Restrizioni al ricongiungimento familiare
- Revisione degli accordi sull’asilo
Cosa succede quando si raggiungono i 9,5 milioni (circa 2028-2030)
La Svizzera deve attivare tutte le leve disponibili per frenare la crescita. I promotori parlano di 40.000 lavoratori qualificati all’anno come soglia accettabile: tutto il resto andrebbe ridotto.
Cosa succede se si raggiungono i 10 milioni (~2040)
Il punto critico: la Svizzera sarebbe obbligata a denunciare l’Accordo sulla libera circolazione delle persone con l’UE.
Qui scatta la clausola ghigliottina: la denuncia di un solo accordo bilaterale porta alla caduta automatica di tutti e sette gli Accordi bilaterali I, firmati nel 1999. Cadrebbero:
- Libera circolazione delle persone
- Trasporti terrestri e aerei
- Ricerca (accesso a Horizon Europe)
- Agricoltura e scambi commerciali
- Ostacoli tecnici agli scambi
- Appalti pubblici
Questo in un momento in cui la Svizzera sta negoziando i Bilaterali III (2027), che dovrebbero aggiornare la relazione con l’UE.
Sul sistema pensionistico
Gli immigrati pagano oggi il 33% dei contributi AVS (leggi: come funziona la busta paga svizzera) ma ricevono solo il 18,3% delle prestazioni. Una riduzione significativa dell’immigrazione creerebbe un buco strutturale nelle pensioni. Le stime parlano di una perdita potenziale di 2.000+ CHF annui per pensionato.
Le conseguenze oggettive del NO
Se l’iniziativa viene respinta:
- La politica migratoria svizzera rimane quella attuale (già molto selettiva: circa il 75% delle domande d’asilo vengono respinte)
- I negoziati per i Bilaterali III proseguono senza ulteriori pressioni
- La Svizzera mantiene l’accesso al mercato unico europeo (60% delle esportazioni svizzere)
- Il tema immigrazione rimane politicamente divisivo: l’UDC rilancerà
Il NO non risolve i problemi reali che l’iniziativa cerca di affrontare: la pressione sulle infrastrutture, l’aumento degli affitti, la congestione delle città. Ma li rinvia a una gestione politica ordinaria invece di affidarli a meccanismi costituzionali automatici.
I sondaggi: trend verso il NO
Il pattern è quello classico delle iniziative popolari svizzere: partono forti nei sondaggi iniziali e calano durante la campagna quando il NO si organizza. Gfs.bern parla di «scenario tipico di un’iniziativa in declino».
Attenzione però: il tema immigrazione genera una «spirale del silenzio» nei sondaggi. Gli intervistati tendono a nascondere il voto su argomenti socialmente sensibili. Il risultato potrebbe essere più vicino di quanto dicano le cifre.
La doppia maggioranza: non basta vincere il voto
Questo è un aspetto che molti dimenticano. In Svizzera, le iniziative costituzionali richiedono una doppia maggioranza:
- Maggioranza dei votanti (più del 50%)
- Maggioranza dei cantoni (almeno 12 cantoni su 26)
Il secondo sondaggio SSR mostrava chiaramente il NO in testa in Romandia (61% contrari) e tra gli svizzeri all’estero (63% contrari). In Ticino i favorevoli raggiungevano il 50%. La Svizzera tedesca era al 50% per il NO.
La mia analisi: voterei NO
Questa è la mia opinione personale come italiano che vive in Canton Vaud dal 2020. Non rappresenta una posizione politica del sito.
Sono arrivato in Svizzera grazie all’Accordo sulla libera circolazione delle persone. Giulia, la mia compagna, lavora all’EPFL grazie allo stesso accordo. Molti dei miei colleghi a Hunter.io (ingegneri, ricercatori, specialisti) sono qui grazie a quella libertà di movimento.
Capisco le preoccupazioni che stanno dietro all’iniziativa. Gli affitti a Losanna sono aumentati in modo significativo. Le infrastrutture sono sotto pressione. Il mercato immobiliare è competitivo. Questi problemi sono reali.
Ma il meccanismo proposto mi convince poco per tre ragioni:
1. La soglia costituzionale non risolve i problemi reali. La pressione sugli affitti è anche il risultato di una carenza strutturale di costruzioni, non solo della crescita demografica. Una norma costituzionale non costruisce alloggi più velocemente.
2. Il rischio sui bilaterali è concreto e immediato. La clausola ghigliottina non è una minaccia teorica. La Svizzera ha già vissuto le conseguenze dell’isolamento dal mercato UE dopo il rifiuto dello Spazio Economico Europeo nel 1992. La ripetizione sarebbe più costosa, in un’economia globale più integrata.
3. Il sistema AVS regge grazie agli immigrati. La pensione dei miei colleghi svizzeri è finanziata anche dai contributi di persone come me. Ridurre drasticamente l’immigrazione senza una riforma strutturale del sistema pensionistico creerebbe un problema che non si risolve facilmente.
Voterei NO, ovvero contro il limite. Non per interesse personale (anche se ce l’avrei), ma perché il meccanismo proposto mi sembra più costoso dei problemi che cerca di risolvere.
Domande frequenti
Cosa significa votare SÌ al referendum del 14 giugno? Votare SÌ significa essere favorevoli all’iniziativa UDC che vuole limitare la popolazione svizzera a 10 milioni entro il 2050. Implica l’accettazione di meccanismi automatici di riduzione dell’immigrazione e potenzialmente la denuncia degli accordi con l’UE.
Cosa significa votare NO? Votare NO significa respingere l’iniziativa e mantenere lo status quo. La Svizzera continua con le politiche migratorie attuali senza limiti costituzionali alla popolazione.
Chi può votare al referendum svizzero? Solo i cittadini svizzeri con diritto di voto (maggiorenni, non privati dei diritti civili). I residenti stranieri (anche con permesso C di lunga data) non possono votare alle elezioni federali svizzere.
Cosa è la clausola ghigliottina? È una clausola degli Accordi Bilaterali I (1999) che lega tutti e sette gli accordi: se uno viene denunciato, cadono automaticamente tutti gli altri. Se la Svizzera dovesse denunciare l’Accordo sulla libera circolazione (come previsto dall’iniziativa al raggiungimento dei 10 milioni), perderebbero validità anche gli accordi su trasporti, ricerca, agricoltura e appalti.
Cosa succede al permesso B se vince il SÌ? Il permesso B per cittadini UE/AELS non verrebbe toccato immediatamente. Le prime misure riguardano il permesso F (ammissione provvisoria) e il ricongiungimento familiare. La denuncia dell’Accordo sulla libera circolazione scatterebbe solo se la popolazione raggiungesse i 10 milioni, con due anni di preavviso. Leggi la guida ai permessi di soggiorno svizzeri.
Quando si conoscono i risultati? Domenica 14 giugno 2026 a partire dalle 12:00 circa (ora svizzera), con i primi exit poll. I risultati definitivi vengono comunicati nel pomeriggio su admin.ch.