Radar

Frontalieri: i dati salariali vanno all'Italia dal 2027

Fiscale 20 ago 2026 Ti riguarda se sei frontaliere o sei dipendente

Il 19 agosto il Consiglio federale ha fissato al 1° gennaio 2027 l’entrata in vigore della LSADS, la legge sullo scambio automatico dei dati salariali. Non è una novità politica, è il pezzo che mancava: l’accordo con l’Italia sui frontalieri è del dicembre 2020 e si applica dal gennaio 2024, però la Svizzera non aveva ancora la legge interna che dice come i dati passano dalle autorità fiscali cantonali all’Amministrazione federale delle contribuzioni e da lì all’estero.

Il comunicato nomina due Paesi, e uno è l’Italia. L’accordo del 2020 prevede uno scambio automatico e reciproco delle informazioni che servono a tassare il frontaliere nello Stato dove abita. L’altro è la Francia, con l’accordo aggiuntivo del giugno 2023 sul telelavoro, applicabile dal gennaio 2026.

La cosa da capire è chi tocca e chi no. Riguarda chi vive in Italia e lavora in Svizzera, cioè i frontalieri sotto il nuovo accordo fiscale. Non riguarda chi si è trasferito e vive in Svizzera: lì il reddito è tassato dove abiti e non c’è niente da scambiare. Se sei nel primo gruppo, la conclusione pratica è semplice: la dichiarazione italiana va fatta partendo dal salario che il datore svizzero ha certificato, perché quel numero arriva a destinazione da solo.

Una nota sui tempi. La legge è stata adottata dall’Assemblea federale il 19 dicembre 2025 e il termine di referendum è scaduto senza che nessuno lo usasse, quindi qui non c’è più niente di aperto. Il Consiglio federale ha anche regolato con un’ordinanza come le autorità fiscali cantonali si autenticano per accedere ai dati salariali tenuti dall’AFC, e anche quella parte entra in vigore il 1° gennaio 2027.

← Torna a tutte le voci del Radar