Il 9 febbraio 2026 è entrato in vigore il Protocollo che rende permanente il telelavoro al 25% per i frontalieri italiani in Svizzera, con effetti retroattivi al 1° gennaio 2024. L’Italia lo ha ratificato con la Legge 217/2025, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 19 gennaio 2026. È l’ultimo tassello di una riforma iniziata nel 2020 che ha cambiato le regole fiscali per circa 380.000 persone.
Una premessa onesta: io non sono frontaliere. Vivo a Losanna dal settembre 2020 con un permesso B e pago le imposte nel Canton Vaud. Quindi in questo articolo non c’è la mia esperienza diretta: ci sono le date, le cifre e gli articoli di legge, verificati uno per uno su Gazzetta Ufficiale, Fedlex e circolari dell’Agenzia delle Entrate. Dove un punto resta aperto o incerto, lo scrivo. E non sono un commercialista: per la tua situazione specifica serve un professionista abituato ai frontalieri, perché gli importi in gioco giustificano la parcella.
Le date che devi conoscere
| Data | Cosa è successo |
|---|---|
| 23 dicembre 2020 | Firma del nuovo accordo sui frontalieri (sostituisce quello del 1974) |
| 17 luglio 2023 | L’accordo entra in vigore: è lo spartiacque tra “vecchi” e “nuovi” frontalieri |
| 1° gennaio 2024 | L’accordo si applica; la franchigia sale a 10.000 euro |
| 6 giugno 2024 | Firma del Protocollo di modifica (telelavoro al 25% in modo permanente) |
| 19 gennaio 2026 | La Legge 217/2025 di ratifica esce in Gazzetta Ufficiale |
| 9 febbraio 2026 | Il Protocollo entra in vigore, con effetti retroattivi al 1° gennaio 2024 |
| Marzo 2026 | Primo scambio automatico dei dati salariali: i redditi svizzeri 2025 arrivano all’Agenzia delle Entrate |
Cos’è cambiato con la Legge 217/2025
Qui serve chiarezza, perché in giro si legge di tutto. La Legge 217/2025 non è la ratifica dell’accordo sui frontalieri: quella è arrivata con la Legge 83/2023. La 217/2025 ratifica il Protocollo di modifica firmato a Roma il 30 maggio 2024 e a Berna il 6 giugno 2024, che fa una cosa sola ma importante: trasforma il telelavoro al 25% da soluzione ponte a regola permanente dell’accordo.
La legge è una pura ratifica: quattro articoli, nessuna modifica al TUIR. Le regole sostanziali stanno nel Protocollo allegato, che si applica retroattivamente dal 1° gennaio 2024 (articolo II del Protocollo). In pratica: se nel 2024 e nel 2025 hai lavorato da casa entro il 25%, sei coperto anche per il passato.
Chi è considerato frontaliere secondo l’accordo
La definizione sta nell’articolo 2 dell’accordo, e ha tre condizioni che devono valere tutte insieme:
- Sei fiscalmente residente in un comune il cui territorio si trova, in tutto o in parte, entro 20 km dal confine.
- Lavori come dipendente nell’area di frontiera dell’altro Stato, per un datore di lavoro lì residente. Lato svizzero l’area di frontiera comprende solo i cantoni Ticino, Grigioni e Vallese; lato italiano Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta e la Provincia autonoma di Bolzano.
- Torni, in linea di principio, ogni giorno al tuo domicilio in Italia.
Sul rientro quotidiano c’è una tolleranza precisa: puoi non rientrare per un massimo di 45 giorni per anno civile, per motivi professionali. Ferie e malattia non si contano. Attenzione a una svista frequente: il testo parla di giorni di mancato rientro, non di “notti fuori” in senso generico.
Conseguenza pratica che sorprende molti: chi vive a Como e lavora a Zurigo non è un frontaliere ai sensi dell’accordo, perché Zurigo non è area di frontiera. In quel caso valgono le regole ordinarie della convenzione contro le doppie imposizioni del 1976, che sono un altro discorso.
Le nuove regole sul telelavoro
È il cuore del Protocollo del 2024. Fino al 25% dell’attività di lavoro dipendente per anno civile può essere svolta in telelavoro dal domicilio in Italia senza effetti né sullo status di frontaliere né sulla tassazione: quei giorni si considerano, ai fini fiscali, come lavorati in Svizzera presso il datore di lavoro. Su un tempo pieno, il 25% significa circa un giorno a settimana.
Due punti che il testo chiarisce bene:
- La regola vale anche per i vecchi frontalieri del regime transitorio, oltre che per i nuovi.
- La decorrenza è il 1° gennaio 2024, quindi copre retroattivamente anche il periodo in cui la ratifica non era ancora arrivata.
E se superi il 25%? Il Protocollo non prevede una sanzione specifica: semplicemente viene meno la finzione giuridica, e i giorni di telelavoro tornano alle regole ordinarie (il lavoro si tassa dove viene svolto fisicamente). Superare stabilmente le soglie mette a rischio lo status di frontaliere nel suo complesso. Il mio consiglio pratico: tieni un conteggio scritto dei giorni di telelavoro e dei giorni di mancato rientro, mese per mese. Non esiste una procedura ufficiale di attestazione prevista dall’accordo, quindi in caso di controllo fa fede la tua documentazione.
Occhio a non confondere questa soglia fiscale con quella previdenziale: sono due binari separati. Per i contributi sociali vale il regolamento UE 883/2004, con la sua soglia del 25%. L’accordo quadro multilaterale che permetterebbe fino al 50% di telelavoro sul fronte previdenziale non è stato firmato dall’Italia.
Come cambia la tassazione: vecchi e nuovi frontalieri
Lo spartiacque è il 17 luglio 2023. Tutto dipende da che parte ti trovi.
Vecchi frontalieri (regime transitorio)
Se hai lavorato come frontaliere in Svizzera in un momento qualsiasi tra il 31 dicembre 2018 e il 17 luglio 2023, resti nel regime transitorio: i tuoi redditi da lavoro dipendente svizzeri sono imponibili soltanto in Svizzera. Il regime è a esaurimento: vale finché mantieni lo status di frontaliere, senza una data di scadenza per te. Il 2033 che circola negli articoli riguarda un’altra cosa: fino all’anno fiscale 2033 i cantoni Ticino, Grigioni e Vallese riverseranno ai comuni italiani di confine il 40% delle imposte alla fonte incassate (i cosiddetti ristorni).
Dettaglio rilevante: lo scambio automatico dei dati salariali non si applica ai vecchi frontalieri (articolo 9, paragrafo 7 dell’accordo).
Nuovi frontalieri (dal 17 luglio 2023)
Chi ha iniziato dopo quella data entra nella tassazione concorrente:
- La Svizzera applica una ritenuta alla fonte che non può superare l’80% dell’imposta piena dovuta nel luogo di lavoro.
- L’Italia tassa lo stesso reddito con l’IRPEF, ma riconosce un credito d’imposta per quanto già trattenuto in Svizzera (articolo 165 del TUIR) ed esenta i primi 10.000 euro di reddito da lavoro frontaliero (franchigia alzata da 7.500 euro a partire dal periodo d’imposta 2024).
Non trovi qui un esempio numerico in euro, e il motivo è semplice: né l’accordo né la circolare 25/E dell’Agenzia delle Entrate ne pubblicano uno, e il risultato dipende da aliquota cantonale, addizionali comunali italiane e situazione familiare. Diffida degli articoli che sparano un “netto finale” uguale per tutti. Il conto vero te lo fa un commercialista con la tua busta paga in mano.
C’è però un’alternativa introdotta nel 2024 che può semplificare parecchio: i residenti nei comuni entro 20 km dal confine possono optare per un’imposta sostitutiva del 25% dell’imposta pagata in Svizzera, al posto di IRPEF e addizionali (decreto-legge 113/2024, codice tributo 1863 dal 2025). Se rientri tra i beneficiari, è una delle prime cose da valutare con il commercialista.
Il fisco italiano ora vede il tuo stipendio svizzero
Dal 2026 il meccanismo previsto dall’articolo 7 dell’accordo è operativo: i cantoni trasmettono all’Agenzia delle Entrate i dati salariali dei nuovi frontalieri entro il 20 marzo dell’anno successivo. Secondo la stampa specializzata i redditi svizzeri 2025 sono già confluiti nella dichiarazione precompilata 2026. L’epoca in cui il reddito svizzero era invisibile al fisco italiano è finita: chi ha posizioni da regolarizzare farebbe bene a muoversi prima di un controllo, non dopo.
La tassa salute: approvata, non ancora in riscossione
La legge di bilancio 2024 (Legge 213/2023) ha introdotto un contributo di compartecipazione al Servizio sanitario nazionale per i frontalieri che risiedono in Italia, lavorano in Svizzera e usano il SSN: nella pratica colpisce i vecchi frontalieri, che non pagano IRPEF in Italia. L’importo: tra il 3% e il 6% del salario netto, con un minimo di 30 e un massimo di 200 euro per mese lavorato, secondo aliquote che ogni regione interessata definisce.
Il decreto attuativo del Ministero della Salute è arrivato il 14 novembre 2025 (in Gazzetta il 18 dicembre 2025) e prende come base il reddito 2024. La Lombardia ha annunciato l’aliquota minima del 3% e l’avvio della riscossione entro settembre 2026; i sindacati hanno annunciato ricorso. Al 28 luglio 2026, data di questo articolo, nessuno sta ancora pagando. Particolare non da poco: la Svizzera non trasmette i dati reddituali dei vecchi frontalieri, quindi il sistema si baserà sull’autocertificazione.
Questo è il punto più instabile di tutto il quadro: se leggi questo articolo tra qualche mese, verifica lo stato dell’arte prima di trarre conclusioni.
Aggiornamento del 6 agosto 2026: il Ticino ha reagito. Il Consiglio di Stato ticinese ha deciso il 30 giugno 2026 di bloccare in via cautelativa 50,2 milioni di CHF di ristorni (il 46% del totale previsto) destinati ai comuni della Lombardia, non del Piemonte, che invece ha scelto di non applicare la tassa salute. La motivazione: un parere legale del professor Hinny qualifica la tassa salute come una violazione dell’accordo fiscale bilaterale Italia-Svizzera. Il consigliere di Stato Claudio Zali ha dichiarato che l’entrata in vigore della tassa “concretizzerà la violazione dell’accordo internazionale”. La tassa salute in sé, come scritto sopra, non è ancora in riscossione: questo blocco è una mossa preventiva, non una conseguenza di pagamenti già avvenuti.
Cosa fare adesso: i passi concreti
Se non hai ancora aggiornato la tua posizione fiscale
- Stabilisci in quale regime sei: hai lavorato come frontaliere tra il 31 dicembre 2018 e il 17 luglio 2023? Sei nel transitorio. Hai iniziato dopo? Tassazione concorrente.
- Recupera i certificati di salario svizzeri dal 2024 in poi: con lo scambio automatico dei dati, l’Agenzia delle Entrate li ha già o li avrà.
- Porta tutto da un commercialista che segue frontalieri (nelle province di confine ce ne sono di specializzati). Chiedi esplicitamente una valutazione dell’imposta sostitutiva del 25% se risiedi entro 20 km dal confine.
- Se hai superato le soglie di telelavoro nel 2024 o 2025, non aspettare: la retroattività del Protocollo al 1° gennaio 2024 può giocare a tuo favore, ma va documentata.
Se sei già in regola
- Tieni il conteggio scritto dei giorni di telelavoro e dei mancati rientri, anno per anno. È la tua difesa in caso di controllo.
- Metti in calendario la verifica della tassa salute in autunno 2026: se la Lombardia parte davvero a settembre, le altre regioni seguiranno.
- Se sei un vecchio frontaliere, sappi che il tuo regime non scade: ma se cambi datore di lavoro o interrompi lo status, la questione va riesaminata.
Domande frequenti
Sono frontaliere se vivo a Como e lavoro a Zurigo?
No, non ai sensi dell’accordo. Le aree di frontiera svizzere sono solo Ticino, Grigioni e Vallese. Lavorando a Zurigo si applicano le regole ordinarie della convenzione contro le doppie imposizioni, non il regime frontalieri.
Quanti giorni di smart working posso fare senza perdere lo status?
Fino al 25% dell’attività lavorativa per anno civile, circa un giorno a settimana su un tempo pieno. Quei giorni contano fiscalmente come lavorati in Svizzera. La regola è permanente dal 9 febbraio 2026, con effetti retroattivi al 1° gennaio 2024, e vale anche per i vecchi frontalieri.
Pago le tasse due volte come nuovo frontaliere?
Paghi in entrambi i paesi, ma non due volte per intero: la Svizzera trattiene fino all’80% della sua imposta alla fonte, l’Italia calcola l’IRPEF e ti riconosce un credito per quanto già pagato in Svizzera, oltre alla franchigia di 10.000 euro. In alternativa, se risiedi entro 20 km dal confine, puoi valutare l’imposta sostitutiva del 25%.
Come faccio a sapere se sono un “vecchio” frontaliere?
Conta una sola cosa: aver lavorato come frontaliere nell’area di frontiera svizzera in un momento qualsiasi tra il 31 dicembre 2018 e il 17 luglio 2023. Se sì, i tuoi redditi svizzeri restano tassati solo in Svizzera finché mantieni lo status.
La tassa salute si paga già?
Al 28 luglio 2026 no. Il decreto attuativo esiste (14 novembre 2025) e la Lombardia ha annunciato la partenza entro settembre 2026 con l’aliquota al 3% del netto, ma la riscossione non è ancora iniziata e i sindacati hanno annunciato ricorso.
Fonti ufficiali usate
Cosa fare ora
- 1. Stabilisci il tuo regime: frontaliere tra il 31.12.2018 e il 17.7.2023 = transitorio (tasse solo in Svizzera); dopo = tassazione concorrente
- 2. Tieni un conteggio scritto dei giorni di telelavoro (max 25% annuo) e dei mancati rientri (max 45 all'anno)
- 3. Porta i certificati di salario dal 2024 in poi da un commercialista specializzato in frontalieri e chiedi una valutazione dell'imposta sostitutiva del 25%
- 4. Devi ancora sistemare la parte bancaria? Leggi le opzioni di conto per frontalieri nel 2026
- 5. Stai valutando il passaggio da frontaliere a residente? Leggi la guida ai permessi di soggiorno